L’olio di enotera alza i livelli di estrogeni? (Analisi basata su prove scientifiche)

Aggiornato: Sep 26, 2026Topvitamine
L'olio di enotera (EPO) è spesso assunto per sindrome premestruale, menopausa e salute della pelle, ma il suo effetto sugli estrogeni è dibattuto. Mentre alcune fonti affermano che possieda deboli proprietà estrogeniche, gli studi clinici non mostrano un aumento consistente o significativo dei livelli di estrogeni. Questo articolo analizza i risultati essenziali, spiega il significato dei termini e ti aiuta a decidere se l'EPO è adatto alla tua salute ormonale.
Does Evening Primrose Oil Raise Estrogen Levels? (Evidence-Based) - Topvitamine

L'olio di enotera è tra gli integratori più discussi per la salute femminile, e una delle domande più frequentemente poste dagli utenti riguarda gli effetti dell'olio di enotera sugli estrogeni. In questo articolo esaminiamo in modo sistematico le prove scientifiche disponibili: cosa dice la ricerca sui livelli di estradiolo, FSH e LH, cosa si intende per "attività estrogenica" e come distinguere i cambiamenti ormonali reali dai possibili effetti percettivi. Offriamo inoltre indicazioni pratiche su dosaggio, sicurezza, condizioni sensibili agli ormoni e alternative, per aiutare a prendere decisioni informate e consapevoli insieme a un professionista sanitario.

L'olio di enotera aumenta gli estrogeni? La risposta breve basata sulle prove

La risposta breve è: no, le prove scientifiche non dimostrano che l'olio di enotera aumenti in modo significativo e costante i livelli di estrogeni nel sangue. Gli studi clinici condotti finora non hanno riscontrato variazioni rilevanti di estradiolo, FSH o LH dopo l'assunzione regolare di questo integratore.

Quello che si sente spesso affermare, ovvero che l'olio di enotera abbia "proprietà estrogeniche", va distinto da un aumento effettivo degli estrogeni circolanti. L'acido gamma-linolenico (GLA) presente nell'olio può influenzare la produzione di prostaglandine e i mediatori dell'infiammazione, e alcuni ricercatori hanno ipotizzato un possibile effetto modulante sui recettori, ma si tratta di ipotesi preliminari non confermate da dati clinici robusti.

In pratica, molti dei benefici riportati dalle donne che usano l'enotera per sindrome premestruale, vampate o dolore al seno potrebbero derivare da meccanismi anti-infiammatori piuttosto che da un vero effetto ormonale. Questa distinzione è rilevante per chi ha condizioni sensibili agli estrogeni e vuole valutare con attenzione la sicurezza dell'integratore.

Cos'è l'olio di enotera e da dove viene

L'olio di enotera si estrae dai semi dell'Oenothera biennis, una pianta originaria del Nord America oggi coltivata in Europa e altrove. La sua particolarità è l'elevato contenuto di acido gamma-linolenico (GLA), un acido grasso omega-6 che il corpo converte a sua volta in molecole segnalatrici chiamate prostaglandine, coinvolte nell'infiammazione e in diversi processi fisiologici.

Perché è così diffuso tra le donne? Tradizionalmente viene usato per la sindrome premestruale (PMS), il dolore ciclico al seno (mastalgia) e i sintomi della menopausa come vampate e sudorazioni notturne. Le testimonianze aneddotiche abbondano, ma come vedremo le evidenze cliniche sono miste e talvolta contraddittorie.

Va chiarito che l'enotera non è un fitoestrogeno nel senso della soia o del trifoglio: non contiene isoflavoni né lignani strutturalmente simili all'estradiolo. Le discussioni sulla sua possibile "attività estrogenica" riguardano principalmente gli effetti indiretti del GLA sul metabolismo lipidico e sull'infiammazione, non una somiglianza molecolare con gli ormoni sessuali femminili.

Estrogeni: cosa sono e come agiscono nel corpo

Ruolo dell'estradiolo e dei recettori degli estrogeni

Gli estrogeni sono ormoni sessuali che svolgono un ruolo centrale nel ciclo mestruale, nella fertilità, nella salute ossea, nel metabolismo lipidico e nel tono dell'umore. L'estradiolo è la forma più attiva durante l'età fertile e agisce legandosi a specifici recettori degli estrogeni (ER) presenti in molti tessuti: utero, mammelle, ossa, cervello e vasi sanguigni.

Attività estrogenica e aumento dei livelli: una distinzione fondamentale

Qui sta il punto cruciale della discussione. Una sostanza può avere "attività estrogenica" — cioè interagire con i recettori degli estrogeni mimando parzialmente l'azione dell'ormone — senza per questo aumentare la quantità di estrogeni prodotti o circolanti nel sangue. Sono due fenomeni molto diversi, spesso confusi nelle conversazioni online.

L'olio di enotera non contiene né fitoestrogeni classici né ormoni. Il GLA agisce principalmente attraverso le vie delle prostaglandine e degli eicosanoidi, che modulano l'infiammazione. Se esiste un effetto sui tessuti sensibili agli estrogeni, è più plausibile che sia modulante che aumentante, ma su questo punto la ricerca non è ancora conclusiva.

Dominanza estrogenica: perché il dibattito è rilevante

Il concetto di "dominanza estrogenica" — un rapporto estrogeni-progesterone sfavorevole — è molto usato in ambito naturopatico, ma non esiste come diagnosi clinica standardizzata. Chi teme di avere questo squilibrio potrebbe essere attratto o spaventato da un integratore con presunte proprietà estrogeniche, ed è per questo che la domanda sull'enotera merita una risposta chiara e documentata.

L'olio di enotera aumenta davvero gli estrogeni?

Cosa dicono gli studi clinici sui livelli di estradiololo, FSH e LH

Gli studi clinici che hanno misurato i marcatori ormonali dopo l'assunzione di olio di enotera hanno in genere trovato variazioni non significative dell'estradiolo, dell'ormone follicolo-stimolante (FSH) e dell'ormone luteizzante (LH). In uno studio su donne in menopausa, ad esempio, i livelli di FSH ed estradiolo non sono cambiati in modo rilevante rispetto al placebo, pur con un miglioramento soggettivo di alcuni sintomi.

Questo suggerisce che, se l'enotera ha effetti sui sintomi ormonali, probabilmente non li ottiene modificando i livelli circolanti di ormoni sessuali, ma piuttosto attraverso meccanismi periferici come la modulazione dell'infiammazione o la sensibilità dei recettori. Tuttavia, molti studi disponibili sono piccoli e di qualità methodologica limitata, quindi le conclusioni vanno prese con cautela.

Studi su animali e sull'uomo: analisi comparativa delle evidenze

Alcuni studi su modelli animali hanno suggerito che il GLA possa avere effetti su tessuti estrogeno-dipendenti o sull'utero, alimentando l'idea di un'attività estrogenica dell'enotera. Tuttavia, i risultati su animali non sempre si traducono negli esseri umani, e le dosi utilizzate negli studi preclinici spesso non corrispondono a quelle assunte con gli integratori.

Studi su esseri umani, invece, in genere non mostrano cambiamenti ormonali significativi. La differenza tra i due tipi di evidenza è importante da comprendere: un effetto osservato in vitro o in un modello animale genera un'ipotesi, ma non è sufficiente a sostenere un'affermazione clinica sull'uomo.

Proprietà estrogeniche del GLA: ipotesi sui meccanismi

Una delle ipotesi più discusse riguarda il ruolo del GLA nella produzione di prostaglandina E1 (PGE1), una molecola con effetti anti-infiammatori. Alcuni ricercatori hanno ipotizzato che un migliore equilibrio delle prostaglandine possa influenzare indirettamente la sensibilità dei tessuti agli ormoni sessuali, spiegando il possibile beneficio per la mastalgia ciclica o la sindrome premestruale.

Un'altra ipotesi, meno consolidata, è che i metaboliti del GLA possano interagire con i recettori nucleari coinvolti nel metabolismo degli acidi grassi e, in modo secondario, con la segnalazione estrogenica. Resta però un'area di ricerca attiva, non ancora supportata da dati clinici conclusivi.

Effetti dose-dipendenti: cosa cambia tra 1 g e 8 g al giorno

Le dosi usate negli studi variano ampiamente: da circa 1 g a 8 g al giorno di olio di enotera. Con dosi basse (1–2 g) gli effetti misurabili sui marcatori ormonali sono, per quanto ne sappiamo, assenti. Con dosi molto elevate, come 6–8 g, alcuni studi hanno rilevato effetti su alcuni parametri infiammatori o immunitari, ma senza variazioni ormonali significative.

È importante sottolineare che dosi più alte non equivalgono automaticamente a maggiori benefici e possono aumentare il rischio di effetti collaterali come disturbi gastrici o feci molli. Per questo, senza un'indicazione medica specifica, non ha senso aumentare progressivamente la dose nella speranza di un effetto ormonale.

Olio di enotera e condizioni sensibili agli ormoni

Cancro al seno, cancro ovarico e iperplasia endometriale

Chi ha una diagnosi o una storia di cancro al seno, cancro ovarico o iperplasia endometriale dovrebbe evitare l'assunzione di olio di enotera senza prima consultare l'oncologo o il ginecologo. Anche se le prove non dimostrano un aumento degli estrogeni, il principio di cautela è importante in presenza di tumori ormono-dipendenti.

Molti oncologi consigliano di evitare integratori di questo tipo durante la terapia attiva, poiché i dati sulla sicurezza in questi contesti sono limitati e non è esclusa una qualche interazione con farmaci ormonali come il tamoxifene o gli inibitori dell'aromatasi.

PCOS, endometriosi e fibromi

Nella sindrome dell'ovaio policistico (PCOS), nell'endometriosi e nei fibromi uterini, il quadro ormonale è già complesso e variabile. Alcune donne con PCOS riferiscono un miglioramento della pelle o del ciclo con l'enotera, mentre altre segnalano un peggioramento degli sintomi, probabilmente in relazione alle diverse risposte individuali.

Per l'endometriosi e i fibromi, condizioni spesso estrogeno-dipendenti, la cautela è ancora più necessaria. Se hai una di queste condizioni, parlane con il ginecologo prima di iniziare l'assunzione, così da valutare i rischi e i potenziali benefici nella tua situazione specifica.

Menopausa e terapia ormonale sostitutiva (HRT)

Per le donne in menopausa, l'enotera viene spesso proposta come supporto non ormonale. Alcuni studi hanno trovato un miglioramento modesto delle vampate rispetto al placebo, ma non tutti i trial confermano questo risultato. Non ci sono evidenze solide di interazioni significative con la terapia ormonale sostitutiva, tuttavia è buona pratica informare il medico se si assumono entrambi contemporaneamente.

Se stai considerando di integrare la tua alimentazione con prodotti per il benessere femminile, vale la pena esplorare anche approcci più ampi al supporto nutrizionale, come una guida agli integratori multivitaminici per comprendere meglio quali nutrienti supportano il benessere generale durante la menopausa.

Evidenze scientifiche sull'enotera per i sintomi ormonali

Vampate e sudorazioni notturne

Per le vampate, le prove sono miste. Alcuni piccoli trial randomizzati hanno riportato una riduzione della frequenza e dell'intensità delle vampate con olio di enotera, ma revisioni sistematiche recenti concludono che l'evidenza complessiva è di bassa qualità e non sufficiente per raccomandare l'uso in modo generalizzato.

Dolore al seno (mastalgia ciclica)

La mastalgia ciclica è tra le indicazioni più studiate. Le prime ricerche erano promettenti, ma revisioni più recenti (incluso un ampio studio controllato pubblicato su BMJ) hanno trovato che l'olio di enotera non è più efficace del placebo nel ridurre il dolore al seno ciclico. Questo risultato è importante da conoscere prima di investire tempo e denaro in un integratore.

Sintomi premestruali (PMS): efficacia o effetto placebo?

Per la sindrome premestruale, alcuni piccoli studi suggeriscono un possibile beneficio, soprattutto sui sintomi fisici come gonfiore o tensione al seno, ma la qualità delle prove è limitata e le dimensioni dei campioni piccole. L'effetto placebo, molto potente nei sintomi legati al ciclo, complica l'interpretazione di questi risultati. In sintesi: l'enotera per la PMS rimane un'opzione discussa, non raccomandata come terapia basata su prove solide.

Fattori individuali che influenzano la risposta all'enotera

Varianti genetiche FADS1/FADS2 e conversione del GLA

Il GLA viene convertito nel corpo in diomo-gamma-linolenico (DGLA) attraverso l'enzima delta-6-desaturasi, codificato dai geni FADS1 e FADS2. Le varianti genetiche di questi enzimi possono influenzare quanto efficientemente ogni persona converte gli acidi grassi, e questo potrebbe spiegare perché alcune donne rispondono meglio all'enotera rispetto ad altre.

Chi ha varianti che riducono l'attività dell'enzima potrebbe trarre maggiore beneficio dal GLA già pronto, come quello presente nell'enotera, rispetto alla conversione a partire da acido linoleico comune. È un'ipotesi interessante ma non sufficientemente documentata per guidare le scelte individuali oggi.

Rapporto estrogeni-progesterone e variabilità individuale

Ogni donna ha un profilo ormonale unico, variabile lungo il ciclo e tra le diverse fasi della vita. Il rapporto tra estrogeni e progesterone può essere influenzato da stress, alimentazione, sonno, funzione tiroidea e altri fattori, rendendo difficile isolare l'effetto di un singolo integratore come l'enotera.

Tiroide e SHBG

La funzione tiroidea e la globulina legante gli ormoni sessuali (SHBG) influenzano la biodisponibilità degli estrogeni nel sangue. Un ipotiroidismo può modificare i livelli di SHBG e di conseguenza la quantità di estradiolo libero, il che potrebbe sovrapporsi o mascherare eventuali effetti di integratori come l'enotera. Se hai sintomi suggestivi di un problema tiroideo, vale la pena fare uno screening specifico piuttosto che attribuire i sintomi a uno squilibrio estrogenico.

Come usare l'olio di enotera in sicurezza: dosaggio e monitoraggio

Dosaggi raccomandati nelle ricerche

Negli studi clinici le dosi tipiche variano da circa 1 a 6 g al giorno, spesso suddivise in due o tre somministrazioni durante i pasti. La durata dell'osservazione è generalmente di 8–12 settimane, sufficiente per valutare la risposta ai sintomi ma non per confermare effetti a lungo termine. Poiché non esiste un dosaggio standardizzato ufficialmente raccomandato, è consigliabile iniziare con la dose più bassa indicata sul prodotto e valutare la tollerabilità.

Monitoraggio dei sintomi: diario pratico

Per capire se l'enotera sta funzionando nella tua situazione, utile un diario dei sintomi: annota per almeno due cicli intensità del dolore al seno, presenza e gravità delle vampate, umore, qualità del sonno, ed eventuali effetti collaterali. Questo strumento aiuta a distinguere i cambiamenti reali dalla variabilità naturale, e fornisce informazioni utili al medico.

Esami del sangue e biomarker ormonali

Se hai sintomi persistenti come mestruazioni irregolari, vampate intense, forte dolore pelvico o segni di squilibrio ormonale, è più utile fare degli esami del sangue mirati (estradiolo, FSH, LH, progesterone, TSH, prolattina) secondo le indicazioni del medico, piuttosto che cercare di auto-trattarsi con integratori. Gli esami vanno interpretati in contesto, considerando l'età, la fase del ciclo e la storia clinica.

Alternative all'enotera

Esistono altre fonti vegetali di GLA con evidenze potenzialmente simili, come l'olio di borragine (con concentrazione di GLA più alta) e l'olio di ribes nero. Inoltre, gli alimenti ricchi di fitoestrogeni, come i legumi (in particolare la soia), i semi di lino e alcuni cereali integrali, possono offrire un supporto più ampio alla salute ormonale attraverso una dieta equilibrata, piuttosto che con un singolo integratore.

Un altro supporto spesso trascurato è la vitamina D, coinvolta nella modulazione immunitaria e in diversi processi metabolici. Per saperne di più puoi consultare la nostra panoramica su benefici, fonti e sicurezza della vitamina D.

Effetti collaterali, controindicazioni e interazioni farmacologiche

Effetti collaterali comuni

Gli effetti collaterali più frequenti dell'olio di enotera sono lievi: disturbi gastrici, nausea, mal di testa e feci molli. Prendere l'integratore durante i pasti può ridurre questi disturbi. In caso di sintomi persistenti o fastidiosi, è opportuno sospendere l'assunzione e consultare un medico.

Interazioni con farmaci

L'olio di enotera può teoricamente aumentare il rischio di sanguinamento se assunto con anticoagulanti come warfarin o eparina, o con antiaggreganti come l'aspirina, perché il GLA può influenzare la funzione piastrinica. Chi assume questi farmaci deve assolutamente parlarne con il medico prima di iniziare.

Sono segnalate anche possibili interazioni con antipsicotici e con alcuni antidepressivi SSRI, anche se le evidenze sono limitate. In generale, chi assume farmaci regolarmente dovrebbe sempre informare il medico o il farmacista su eventuali integratori che sta usando.

Rischio di convulsioni

Alcune segnalazioni suggeriscono che l'olio di enotera possa abbassare la soglia convulsiva in soggetti predisposti. Per questo le persone con epilessia o che assumono farmaci anticonvulsivanti dovrebbero evitare l'enotera o discuterne con il neurologo prima dell'uso.

Gravidanza e allattamento

In gravidanza, l'uso dell'olio di enotera non è raccomandato: alcune evidenze suggeriscono un possibile aumento del rischio di complicanze come il distacco della placenta o un prolungamento della gravidanza, anche se i dati non sono definitivi. Durante l'allattamento, le informazioni sulla sicurezza sono limitate, quindi è prudente evitare l'assunzione o chiedere consiglio al pediatra o al ginecologo.

Cosa dicono medici e linee guida cliniche

Gli endocrinologi e le società scientifiche di ginecologia, come l'ACOG e la Società Endocrinologica, in generale non raccomandano l'olio di enotera come terapia basata su prove per sintomi ormonali, considerando l'evidenza attuale insufficiente. Questo non equivale a dire che l'integratore sia pericoloso per tutte, ma che i benefici non sono sufficentemente dimostrati per giustificare una raccomandazione clinica generalizzata.

Nell'ambito naturopatico e della medicina complementare, invece, l'enotera è spesso citata con maggiore ottimismo, basandosi su piccoli studi, meccanismi teorici e ampie testimonianze individuali. È utile distinguere tra opinione esperta, evidenza clinica e racconti aneddotici: ciascuna fonte ha un peso diverso nel processo decisionale informato.

Esperienze reali: cosa raccontano le donne che usano l'enotera

Le recensioni online sull'enotera sono molto variabili: alcune donne riferiscono una riduzione significativa del dolore al seno o dei sintomi premestruali, altre non notano alcun cambiamento, e qualcuna riporta effetti indesiderati come disturbi digestivi o cambiamenti del ciclo. Questa variabilità è normale, dato che i sintomi ormonali hanno origini complesse e molteplici.

Tuttavia, le esperienze individuali, per quanto sincere, non sostituiscono i dati scientifici. L'effetto placebo, la variabilità naturale dei sintomi e la tendenza a notare miglioramenti dopo l'inizio di un trattamento possono portare a conclusioni non corrette. I diario dei sintomi e i test di laboratorio offrono informazioni più affidabili per comprendere cosa funziona davvero.

Conclusioni principali

  • Gli studi clinici non dimostrano che l'olio di enotera aumenti in modo significativo i livelli di estradiolo, FSH o LH nel sangue.
  • L'ipotesi di una "attività estrogenica" del GLA resta preliminare e non supportata da dati clinici robusti sull'uomo.
  • Se l'enotera ha effetti sui sintomi, potrebbero derivare da meccanismi anti-infiammatori più che da un effetto ormonale diretto.
  • Le prove sull'efficacia per vampate, mastalgia e PMS sono miste e di qualità variabile.
  • Le donne con condizioni sensibili agli ormoni (tumori al seno o ovarici, endometriosi, fibromi) dovrebbero consultare il medico prima dell'uso.
  • Interazioni potenziali con anticoagulanti, antipsicotici e SSRI richiedono attenzione e consiglio professionale.
  • In gravidanza e allattamento l'uso non è raccomandato senza supervisione medica.
  • Le dosi tipiche negli studi vanno da 1 a 6 g al giorno; dosi più alte non garantiscono maggiori benefici.

Domande frequenti

Che ormone aumenta l'olio di enotera?

Non esiste una prova solida che l'olio di enotera aumenti in modo specifico un ormone come estrogeni o progesterone. Il suo componente principale, il GLA, può modulare le prostaglandine ed eventualmente esercitare lievi effetti estrogenici, ma le evidenze cliniche non supportano aumenti ormonali significativi.

Cosa succede se assumo l'olio di enotera ogni giorno?

L'assunzione quotidiana è generalmente sicura per periodi limitati. L'uso a lungo termine può però influenzare la coagulazione, la pressione sanguigna o interagire con alcuni farmaci. È importante consultare un professionista sanitario, soprattutto in presenza di condizioni sensibili agli ormoni o se si assumono anticoagulanti.

Quali sono i possibili svantaggi dell'olio di enotera?

Gli svantaggi includono effetti collaterali lievi come disturbi gastrici, mal di testa o feci molli. Rischi più seri comprendono un possibile aumento del rischio di convulsioni in soggetti predisposti, interazioni con anticoagulanti e potenziali preoccupazioni in presenza di tumori ormono-sensibili. Non è raccomandato in gravidanza.

Cosa fa l'olio di enotera per il corpo di una donna?

L'olio di enotera viene spesso usato per supportare la salute femminile, in particolare per la sindrome premestruale, i sintomi della menopausa, il dolore al seno e alcuni problemi della pelle. Le sue proprietà anti-infiammatorie, legate al GLA, potrebbero contribuire a questi effetti, anche se le prove sono miste.

L'olio di enotera è un fitoestrogeno?

No, l'olio di enotera non contiene fitoestrogeni classici come isoflavoni o lignani. Eventuali effetti estrogenici attribuiti al GLA sono indiretti e ipotetici, e non comparabili a quelli di alimenti come la soia o i semi di lino.

Quanto tempo ci vuole per vedere effetti dell'enotera?

Negli studi, le valutazioni dei sintomi si fanno in genere dopo 8–12 settimane di assunzione costante. Tuttavia, non esiste una garanzia di beneficio, e se dopo questo periodo non noti cambiamenti significativi è ragionevole valutare con il medico se continuare o esplorare altre opzioni.

Chi dovrebbe evitare l'olio di enotera?

Devono evitarlo o usarlo solo su consiglio medico le persone con epilessia o predisposizione alle convulsioni, chi assume anticoagulanti, donne in gravidanza o allattamento, e chi ha un tumore ormono-dipendente come cancro al seno o ovarico in corso di trattamento.

L'olio di enotera interferisce con la pillola anticoncezionale?

Non ci sono prove solide di un'interazione tra olio di enotera e contraccettivi orali ormonali. Tuttavia, dato che la pillola influenza già il profilo ormonale, è buona pratica informare il medico o il farmacista se si assumono contemporaneamente integratori e contraccettivi.

Qual è la differenza tra olio di enotera e olio di borragine?

L'olio di borragine contiene una concentrazione di GLA significativamente più alta rispetto all'olio di enotera, circa il 20–25% contro l'8–10%. Questo significa che con una dose di borragine si può assumere più GLA, ma le evidenze cliniche specifiche per ciascuna fonte variano e non sono direttamente confrontabili.

Posso assumere l'enotera durante la menopausa se faccio già la terapia ormonale?

Non ci sono evidenze solide di interazioni pericolose tra olio di enotera e terapia ormonale sostitutiva, ma i dati sono limitati. Se sei in terapia ormonale e vuoi aggiungere l'enotera, parlane prima con il ginecologo per una valutazione personalizzata della sicurezza e della possibile utilità.

Conclusioni

In sintesi, l'olio di enotera non aumenta gli estrogeni secondo le prove scientifiche oggi disponibili: gli studi clinici non riscontrano variazioni significative di estradiolo, FSH o LH, e le ipotesi su una possibile attività estrogenica del GLA restano preliminari. Se qualche beneficio esiste, probabilmente deriva da meccanismi anti-infiammatori più che da un vero effetto ormonale, e le evidenze per vampate, mastalgia e PMS sono miste.

Ogni donna risponde in modo diverso, in funzione di genetica, funzione tiroidea, età e profilo ormonale individuale. L'enotera può essere considerata come un'integrazione potenziale al proprio regime alimentare e di benessere, ma non sostituisce né una dieta equilibrata né un percorso clinico. Per sintomi persistenti, forti o non spiegati, è sempre preferibile rivolgersi a un medico o a un ginecologo, che può consigliare esami mirati e opzioni terapeutiche appropriate alla tua situazione specifica.

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