In breve: i probiotici non sono sconsigliati a chiunque abbia una malattia cardiovascolare. Per molte persone sane sono generalmente ben tollerati, ma le prove non dimostrano che possano prevenire o trattare le malattie del cuore. La cautela è particolarmente importante in caso di immunodepressione, malattia grave, ricovero, catetere o dispositivo medico, terapia complessa o sintomi importanti. Prima di iniziare un integratore, parlane con un medico o con il farmacista.
Che cosa sono i probiotici?
I probiotici sono microrganismi vivi che, se assunti in quantità adeguate, possono apportare un beneficio alla salute. Possono essere presenti in alcuni alimenti fermentati oppure venduti come integratori sotto forma di capsule, polveri o prodotti liquidi. Le formulazioni possono contenere ceppi diversi, per esempio appartenenti ai generi Lactobacillus, Bifidobacterium o Saccharomyces.
Il possibile beneficio non dipende soltanto dal numero di microrganismi indicato in etichetta. Sono importanti il ceppo, la quantità, la conservazione, la durata d’uso e l’obiettivo per cui il prodotto viene utilizzato. Un probiotico studiato per un disturbo intestinale specifico non può essere automaticamente considerato utile per la salute cardiovascolare.
Perché si parla di probiotici e salute del cuore?
Il microbiota intestinale interagisce con l’alimentazione, il sistema immunitario e il metabolismo. Per questo la ricerca studia il cosiddetto asse intestino-cuore, cioè le possibili relazioni tra intestino, infiammazione, metabolismo dei grassi, pressione arteriosa e salute dei vasi sanguigni.
Alcuni studi hanno osservato associazioni tra composizione del microbiota e fattori cardiovascolari. Tuttavia, questi risultati non dimostrano che assumere un probiotico prevenga infarto, aterosclerosi, aritmie o insufficienza cardiaca. Gli studi disponibili variano per ceppi, dosaggi, durata e caratteristiche dei partecipanti; spesso sono di dimensioni limitate o non consentono di stabilire un rapporto di causa ed effetto.
Di conseguenza, i probiotici non dovrebbero essere presentati come integratori per il cuore né sostituire farmaci, controlli medici, alimentazione equilibrata o attività fisica adeguata alle proprie condizioni.
Sicurezza dei probiotici: chi dovrebbe prestare maggiore cautela?
Gli effetti indesiderati più comuni sono generalmente intestinali, come gonfiore, gas o cambiamenti temporanei dell’alvo. In persone gravemente malate o immunocompromesse sono stati descritti, seppur raramente, casi di infezioni associate a microrganismi probiotici. Il rischio può essere più rilevante quando la barriera intestinale è compromessa o sono presenti dispositivi intravascolari.
Chiedi un parere professionale prima dell’uso se:
- hai una cardiopatia, un’insufficienza cardiaca o un’altra patologia cronica importante;
- assumi anticoagulanti, antiaggreganti, digossina, antiaritmici o molteplici farmaci;
- sei immunodepresso, hai subito un intervento recente o sei ricoverato;
- sei in gravidanza o allattamento, oppure devi somministrare il prodotto a un bambino;
- hai febbre, diarrea persistente, dolore intenso, sangue nelle feci o un peggioramento dei sintomi.
La presenza di una malattia cardiaca non significa automaticamente che un probiotico sia vietato. Significa che la decisione dovrebbe considerare il quadro clinico, il prodotto scelto e il motivo dell’assunzione.
Esistono interazioni tra probiotici e farmaci cardiaci?
Le interazioni tra probiotici e farmaci non sono state studiate in modo completo per tutti i ceppi e tutti i medicinali. Non è quindi corretto affermare che ogni probiotico alteri l’effetto di warfarin, statine, beta-bloccanti o altri farmaci cardiovascolari. Il rischio può dipendere dalla formulazione, da altri ingredienti presenti nel prodotto e dalle condizioni della persona.
Inoltre, un integratore può contenere vitamine, minerali, fibre o piante aggiunte che hanno considerazioni di sicurezza diverse dai probiotici. Chi assume warfarin o altri medicinali con un intervallo terapeutico ristretto dovrebbe comunicare al medico ogni nuovo integratore e non modificare autonomamente la terapia. In caso di dubbi, porta con te la confezione e l’elenco completo degli ingredienti.
Come scegliere un probiotico in modo responsabile?
Se un professionista sanitario ritiene appropriato provarlo, controlla:
- il ceppo indicato con chiarezza, non soltanto il genere;
- la quantità e le modalità di conservazione riportate in etichetta;
- l’elenco completo degli ingredienti, inclusi allergeni, dolcificanti e prebiotici aggiunti;
- le istruzioni d’uso e la data di scadenza;
- la possibilità di acquistare da un canale affidabile e di seguire le indicazioni previste per gli integratori alimentari.
Evita di scegliere un prodotto sulla base di promesse generiche come “protezione del cuore” o “detox”. Se compaiono sintomi nuovi o persistenti, interrompere o continuare l’integratore non è una decisione da prendere al posto di una valutazione clinica.
Come sostenere intestino e cuore senza affidarsi soltanto agli integratori
Per la salute generale, è più utile concentrarsi su abitudini con benefici ampiamente riconosciuti: alimentazione varia con verdura, frutta, legumi e cereali integrali; consumo moderato di sale, zuccheri e alcol; attività fisica compatibile con il proprio stato di salute; sonno regolare; niente fumo; controllo di pressione, colesterolo e glicemia quando indicato.
Le fibre alimentari nutrono i microrganismi intestinali e si assumono preferibilmente dagli alimenti. Gli integratori di omega-3, magnesio, vitamina D o vitamina K non sono automaticamente necessari per chiunque e non sostituiscono una terapia cardiovascolare. Il loro impiego va valutato in base all’alimentazione, agli esami, alle condizioni personali e ai farmaci assunti.
Domande frequenti sulla salute del cuore
Quali sono i sintomi più comuni di un infarto?
I possibili sintomi includono dolore, pressione o fastidio al centro del petto, dolore che può irradiarsi a braccio, spalla, schiena, collo o mandibola, fiato corto, sudorazione fredda, nausea, debolezza o capogiri. I sintomi possono essere diversi da persona a persona e talvolta meno evidenti, soprattutto nelle donne, negli anziani e nelle persone con diabete. Se sospetti un infarto, chiama immediatamente i servizi di emergenza: non aspettare che passi e non tentare di trattarlo con un integratore.
Quali sono i cinque principali fattori di rischio cardiovascolare?
Tra i principali rientrano pressione alta, fumo, colesterolo elevato, diabete o glicemia non controllata e sovrappeso od obesità. Anche età, familiarità, sedentarietà, alimentazione, consumo di alcol e alcune malattie croniche possono influire sul rischio complessivo. La valutazione deve essere individuale e non può basarsi su un solo fattore.
Quali abitudini possono danneggiare il cuore?
Fumare, muoversi poco, seguire un’alimentazione ricca di sale e prodotti ultraprocessati, dormire cronicamente poco, eccedere con l’alcol e non controllare condizioni come ipertensione o diabete possono aumentare il rischio cardiovascolare. Cambiamenti graduali e il supporto di un professionista sono spesso più utili di soluzioni rapide basate su integratori.
Come ridurre il rischio di infarto?
Non fumare, seguire una dieta equilibrata, svolgere attività fisica secondo le proprie possibilità, controllare pressione, colesterolo e glicemia e assumere i farmaci prescritti come indicato può contribuire a ridurre il rischio. Non sospendere mai una terapia per iniziare un probiotico o un altro integratore. Se hai fattori di rischio, chiedi al medico quali controlli e obiettivi sono adatti a te.
Conclusione
I probiotici non sono intrinsecamente pericolosi per tutte le persone e non esiste una ragione generale per cui ogni cardiologo debba sconsigliarli. Allo stesso tempo, le prove sui probiotici e il cuore non giustificano l’uso dell’integratore per prevenire o curare una malattia cardiovascolare. La scelta più prudente consiste nel valutare indicazione, ceppo, ingredienti, farmaci e condizioni personali con un professionista sanitario.